Guida
Posizione finanziaria netta (PFN): come si calcola
La PFN misura quanto debito finanziario resta dopo aver usato la liquidità disponibile. Il calcolo è semplice; la parte che si sbaglia è decidere quali debiti ci entrano.
La posizione finanziaria netta è la differenza tra i debiti di natura finanziaria — banche a breve, mutui e finanziamenti, debiti verso soci per finanziamenti — e le liquidità immediate, cioè cassa e conti correnti attivi. Non vi rientrano i debiti verso fornitori, quelli tributari, quelli previdenziali, i debiti verso dipendenti e il TFR: sono debiti operativi, non finanziamenti. Per ottenerla serve prima riclassificare lo stato patrimoniale secondo il criterio finanziario.
Quali debiti entrano nella PFN e quali no
È qui che il calcolo si rompe più spesso. Un debito entra nella PFN se è un finanziamento: qualcuno ti ha prestato denaro e va restituito con un piano e degli interessi. Non entra se è il normale funzionamento dell'impresa: la fattura del fornitore, l'IVA da versare, i contributi, gli stipendi maturati, il fondo TFR.
La differenza non è formale. Contare i debiti verso fornitori nella PFN gonfia l'indebitamento di un'azienda che semplicemente paga a 60 giorni, e la fa sembrare più fragile di quanto sia davanti a una banca che legge lo stesso indicatore.
- Dentro — banche a breve, scoperti e anticipi, mutui e finanziamenti, leasing finanziario, debiti verso soci per finanziamenti
- Fuori — fornitori e fatture da ricevere, debiti tributari (IVA, ritenute, IRES/IRAP), INPS e INAIL, debiti verso dipendenti
- Fuori — TFR e fondi rischi: sono accantonamenti, non denaro preso a prestito
Prima la riclassificazione, poi l'indicatore
Lo stato patrimoniale civilistico è ordinato per natura delle voci, non per liquidità. Riclassificarlo secondo il criterio finanziario significa rimetterlo in fila in base alla velocità con cui l'attivo torna cassa e a quando il passivo scade: liquidità immediate, liquidità differite, disponibilità (magazzino) e attivo immobilizzato da un lato; passività correnti entro dodici mesi, passività consolidate oltre, e mezzi propri dall'altro.
Solo su questo schema gli indicatori hanno senso: il capitale circolante netto (attivo circolante meno passività correnti), il margine di struttura (mezzi propri meno attivo immobilizzato) e la PFN leggono tutti la stessa riclassificazione.
Il mutuo va spezzato in due
Un mutuo è una voce sola in contabilità ma due righe in un bilancio riclassificato: la quota capitale che scade entro dodici mesi è passività corrente, il capitale residuo oltre è passività consolidata. Entrambe sono debito finanziario e stanno nella PFN, ma pesano su indicatori diversi — solo la quota a breve entra nel capitale circolante netto.
Dove passa la linea lo sa soltanto il piano di ammortamento, e si sposta ogni mese: è una finestra mobile a dodici mesi dalla data di riferimento, non una percentuale fissa decisa una volta all'anno.
Segno: due convenzioni, dichiarane una
Si trovano entrambe le convenzioni. Qui la PFN è calcolata come debito finanziario meno liquidità immediate: un valore positivo indica indebitamento netto, uno negativo una posizione di cassa netta. Chi la calcola al contrario (liquidità meno debito) legge i segni invertiti.
Nessuna delle due è sbagliata, ma confrontare due periodi calcolati con convenzioni diverse sì. Se il dato esce da un foglio di calcolo, la convenzione va scritta accanto al numero.
Come la calcola Genovino
Ogni conto del piano dei conti standard dichiara dove finisce nel bilancio riclassificato e se è debito finanziario, quindi la PFN non si compila a mano: si aggiorna da sola man mano che la contabilità entra. I mutui vengono spezzati sulla data di riferimento leggendo il piano di ammortamento, ricalcolato a ogni lettura, così la quota a breve non resta mai ferma a un anno fa.
Un conto che il modello standard non riesce a collocare non viene indovinato: finisce in una coda di revisione, dove il commercialista lo classifica una volta e la correzione vale per tutte le scritture già registrate su quel conto.
Domande frequenti
Il TFR entra nella posizione finanziaria netta?+
No. Il TFR è un accantonamento verso i dipendenti, non un finanziamento ricevuto: resta fuori dalla PFN, pur essendo una passività consolidata a tutti gli effetti.
I debiti verso fornitori vanno nella PFN?+
No. Sono debiti commerciali, cioè il normale ciclo operativo dell'impresa. Includerli fa apparire più indebitata un'azienda che semplicemente paga a scadenza.
PFN positiva è un bene o un male?+
Dipende dalla convenzione usata. Con il calcolo qui adottato (debito finanziario meno liquidità) un valore positivo significa che il debito supera la cassa; un valore negativo significa più cassa che debito.
Come si divide un mutuo tra breve e lungo termine?+
Dal piano di ammortamento: le quote capitale che scadono entro dodici mesi dalla data di riferimento sono passività correnti, il capitale residuo oltre è passività consolidata. La linea si sposta ogni mese.
Approfondisci
Gestisci tutto questo in Genovino.
Apri un conto gratuito